I miei maestri, Garibaldo e Bino

agosto 2, 2007

CLAUDIO FRONTERA

La Livornina d’oro a Bino Raugi e a Garibaldo Benifei riempie di gioia gli antifascisti e i democratici livornesi che hanno visto nell’ atto del Consiglio Comunale non solo un dovuto riconoscimento ma un fatto denso di significati attuali e concreti. Ho conosciuto Garibaldo quando la sezione del Pci, San Marco – Pontino, aprì le porte a un gruppo di ventenni che si facevano avanti nel partito e mi colpì subito l’affetto, il rispetto e la stima da cui era circondato nel quartiere e il prestigio che derivava dalla sua coerente biografia di antifascista condannato dal Tribunale Speciale.

Ne ho seguito, da Presidente della Provincia l’infaticabile opera di testimonianza che insieme alla moglie Osmana e agli altri volontari dell’Anppia, ha prestato nelle scuole cittadine per raccontare la sua esperienza di vita. Bino lo conobbi, lui sindaco, io rappresentante del movimento studentesco, quando il Comune affidò agli studenti la gestione della Casa della Gioventù di piazza Manin. A quel tempo il decisionismo di Bino era già leggendario, ma non di meno fu per me sorprendente vederlo occuparsi del problema e risolverlo in poche settimane, arrivando alla riunione conclusiva con un regolamento e le chiavi della sede…

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Intervento di Garibaldo Benifei sul Tirreno

marzo 9, 2007

Ringrazio quei 65 buoni maestri Signora Marcella Amadio, facendo seguito al suo intervento pubblicato su «Il Tirreno» del 5 marzo 2007, ritengo mio dovere ringraziare quei «65 buoni maestri» da lei citati che nella loro alta attività d’insegnamento parlano saggiamente dell’antifascismo, della resistenza e della guerra di liberazione. Signora Amadio non so quanto lei abbia avuto modo di conoscere la storia vera del fascismo, dei suoi oltre 20 anni di dittatura, della guerra 1940/50 e specie negli ultimi due anni quanto una parte dell’Italia fu governata da un certo Mussolini e dai suoi fidati camerati, tutti al servizio dei nazisti, invasori del nostro paese.

In quegli ultimi 20 mesi di esasperata oppressione nazi-fascista, molti luoghi e strade dell’Italia del nord e del centro sono state onorate del sangue di tanti martiri italiani torturati, assassinati e fucilati, impiccati col filo di ferro singolarmente o in eccidi di massa, i cui corpi sono stati oltraggiati anche dopo la morte. Le sofferenze del popolo italiano di coloro che non sono morti, sono state innumerevoli: sotto i bombardamenti nella fame e nella miseria più nera.

Tanti nostri concittadini diventarono partigiani combattenti volontari della libertà e con le loro azioni eroiche sorretti dalla maggioranza del popolo italiano, hanno riscattato il disonore del regime fascista, ridando dignità all’Italia libera e democratica di oggi sostenuta dalla carta costituzionale che permette anche a lei signora Amadio di esprimere liberamente il suo pensiero e a noi antifascisti, di ringraziare gli insegnanti che hanno fatto e fanno conoscere la storia vera non manipolata del nostro paese.

Garibaldo Benifei
Presidente Anppia


Poesia di Giovanni Geppetti

novembre 19, 2006

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(trovata fra le sue carte)

tu mi guardi fisso
con i tuoi occhi profondi
e vedendoti
mi sento piccolo piccolo
vedo l’immensità del tuo pensiero
che ha valicato tutti i confini
di questo pianeta.
Forse se domandiamo dov’è l’Italia
molti non te lo sanno dire
ma se parli di Gramsci
sanno che era italiano
che ha sofferto e morto
per la libertà del suo Paese
e che nell’impedire al cervello di poter esporre concetti
ha scritto le più grandi idee
che un cervello potesse pensare
tradotto in tutte le lingue esistenti
Aveva indicato al mondo
parlando all’Italia
la via della libertà
della solidarietà
del valore di essere Compagni
e tu affisso al muro
mi guardi e mi scruti
e mi fai sentire piccolo piccolo.
Ma dai la forza di essere grande
per contribuire a cambiare
le brutte cose che ci circondano.