No alla legge 1360, no all’equiparazione di partigiani e repubblichini

partigiani_milano

Articolo del Tirreno del 7 gennaio 2008 «Guai paragonarci ai criminali di Salò»

La foto: partigiani a Milano dopo la liberazione. Da www.wikipedia.org

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2 Responses to No alla legge 1360, no all’equiparazione di partigiani e repubblichini

  1. Marco Ruggeri ha detto:

    Leggo stupito l’articolo scritto da Bruno Tamburini, un attacco così violento e, mi si consenta di dire volgare, nei confronti delle associazioni antifasciste ed in particolare di Garibaldo Benifei merita una secca indignazione. Non pago del tentativo di mistificare la storia, dicendo che partigiani e repubblichini di Salò pari sono, Tamburini ci vorrebbe convincere anche che chi si è battuto contro il regime fascista e poi ha dedicato la vita alla divulgazione dei valori della resistenza e della costituzione è anche un poco di buono. Queste affermazioni dimostrano che l’importante lavoro fatto da Fini in questi anni per riposizionare AN nella storia d’Italia, prendendo le distanze con nettezza dal regime fascista e dai sui derivati, come la repubblica di Salò, qui a Livorno non è arrivato.
    A Garibaldo Benifei, manifesto tutta la solidarietà del PD, ringraziandolo per ciò che ha fatto per Livorno e per aver tramandato non solo la storia , ma anche un senso civico e delle istituzioni alle nuove generazioni.
    Marco Ruggeri ( Segretario territoriale del PD di Livorno)

  2. Roberto Malfatti ha detto:

    Due messaggi di solidarietà pubblicati sul Tirreno del 10.01.2008
    ——————————————————————

    1. Rispondiamo alla lettera di ieri a firma Bruno Tamburini. Intendiamo esprimere la più forte e decisa contrarietà rispetto ai contenuti espressi e al tentativo, sempre presente, di mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per i valori della Liberazione e chi invece per sostenere e mantenere la dittatura nazi-fascista.

    Non si tratta infatti di suddividere il mondo tra criminali ed eroi, quanto di mantenere viva la memoria sulle diverse responsabilità storiche, politiche e culturali ed impedire atteggiamenti revisionisti. Responsabilità che devono continuare a rimanere chiare e certe sia rispetto al contesto complessivo che ai singoli eventi, quale ad esempio l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, nel quale i fascisti collaborazionisti della zona aiutarono i militari nazisti a sterminare 560 civili inermi, in prevalenza donne e bambini.

    L’istituzione dell’Ordine del Tricolore, promosso da un governo all’interno del quale non mancano i nostalgici del fascismo, la riteniamo una vera provocazione nei confronti della storia e della cultura civile e democratica del nostro Paese. In ultimo intendiamo esprimere la nostra piena solidarietà e vicinanza a Vittorio Cioni e Garibaldo Benifei, oggetti di un attacco personale, volgare e grossolano quanto inconsistente nelle motivazioni.

    Marco Solimano
    (Presidente Arci Livorno)

    ****
    2. Ringrazio il consigliere Tamburini per la lettera scritta sul Tirreno del 9 Gennaio, non sempre è facile capire che cosa sia stato il fascismo. Lo scritto dell’alto esponente di AN è davvero un ottimo paradigma per comprendere i codici semantici di questo periodo. L’attacco ad una personalità,di alto spessore morale, della nostra città come Garibaldo Benifei risulta una delle esemplificazioni più nitide di cosa significa la mancanza di rispetto nei confronti dell’altro.

    I partigiani ed i perseguitati politici sono il nostro vero patrimonio, grazie a loro siamo diventati un paese libero come sottolineato dal Presidente della Camera Gianfranco Fini. Ed il Sig Tamburini anzichè inchinarsi di fronte ad un personaggio come Garibaldo,che ha lottato per la liberta del nostro paese, lo insulta insieme a tutta l’associazione da lui rappresentata. Mi indigna una legge che vorrebbe glorificare anche i repubblichini (alleati di Hitler) mettendoli sullo stesso piano dei partigiani e dei perseguitati politici. Esprimo la mia più sincera solidarietà a Garibaldo all’Anpi, all’Anppia.

    Lamberto Giannini

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